La potenza poetica sprigionata dalle righe di questo romanzo mi ha stregato.
La prosa con cui l'autore descrive la miseria di sperduti borghi calabresi, gli aggettivi usati nelle desolanti descrizioni di paesaggi tutto argilla e malaria, la mite ed eterna rassegnazione dei contadini si contrappone alla borghesia, mediocre, fascista, ambiziosa e codarda.
"bambini con pance gonfie, anime falciate dalla malaria con la semplicità della messe estiva"
Carlo Levi
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